Urban Bloom: a Shanghai il biophilic design con materiali riciclati

La biofilia, intesa come la tendenza psicologica dell’uomo ad essere attratto da tutto ciò che è vivo e vitale, è un concetto che ha iniziato a ritagliarsi il proprio spazio anche all’interno del mondo dell’architettura e del design.

Questo tipo di progettazione architettonica è chiamata Biophilic Design: essa ha alla base diversi studi secondo cui la realizzazione nel contesto urbano di spazi che riescano a ricreare le caratteristiche degli ambienti naturali, seguendo determinati canoni, risponda all’innato bisogno dell’uomo di mantenere una connessione con la natura.

Uno dei progetti più affascinanti, in questo senso, è un’installazione temporanea realizzata nel 2018 a Shangai da AIM Architecture e URBAN MATTERS: Urban Bloom, un’oasi urbana realizzata con materiali riciclati, è un progetto che a distanza di anni merita di essere ripercorso per le numerose tematiche, sempre più attuali, che ne hanno inspirato la realizzazione.

© URBAN MATTERS by MINI, CreatAR Images

Riqualificazione di un parcheggio

L’installazione Urban Bloom è stata realizzata ad Anfu Road, in un quartiere di Shanghai che ospita case popolari, ristoranti, negozi, scuole ed uffici; una zona in cui le vite di centinaia di persone di intersecano ogni giorno tra loro. Alla base del progetto c’è la creazione di un’oasi verde per riqualificare un vecchio parcheggio abbandonato.

Proprio la riqualificazione degli spazi urbani è il primo grande tema che attraversa il progetto di Urban Bloom; la creazione di nuovi spazi, di una nuova idea di città, partendo proprio da ciò che la città già ci offre. Mettere a disposizione delle persone non più degli spazi vuoti e abbandonati, ma luoghi in cui si possa riscoprire il valore delle interazioni.

© URBAN MATTERS by MINI, CreatAR Images

Riciclo e rispetto della natura

Il secondo grande tema posto alla base del progetto Urban Bloom è stato il riciclo; l’oasi verde di 330mq è stata infatti realizzata interamente con materiali riciclati: pallet, sfere e vari componevano la base del giardino artificiale, che poi ospitava al suo interno una grande varietà di piante.

In questo modo Urban Bloom diventava il manifesto di una nuova idea di città: una città ad impatto zero, pensata e realizzata non solo nel rispetto della natura, ma in modo che tramite la progettazione architettonica la natura potesse tornare ad occupare spazi da cui ormai era stata totalmente estromessa.

© URBAN MATTERS by MINI, CreatAR Images

Biophilic design: la natura come ispirazione

Urban Bloom è stato realizzato seguendo i principi del Biophilic Design: la natura diventa fonte di ispirazione della progettazione architettonica, vengono riproposte le sue forme e le sue caratteristiche, la si imita per ricreare una connessione di cui l’uomo sente la necessità.

I pallet dell’oasi, ridipinti di verde, sono stati posizionati senza seguire uno schema predefinito, dando vita a forme che ricordano quelle delle colline verdi; le sfere, sospese nell’aria, trasmettono la sensazione di fantastici alberi artificiali, che attraversati dalla luce del sole proiettano la loro ombra sull’oasi.

By | 2020-05-13T08:53:52+00:00 maggio 13th, 2020|architecture and design, Biophilic Magazine|0 Commenti

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